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Rimborsopoli M5S: i nuovi furbetti. Cosa cambia ora nel Movimento di Grillo

Martedì, 13 febbraio 2018 - 16:26:00

Il caso dei falsi rimborsi Movimento 5 Stelle: la parabola dei grillini, dal peccato originale alla furbizia e mancanza di meritocrazia. L'ANALISI DI AFFARITALIANI.IT

di Antonio Amorosi

 

 

Il garante del M5S, Beppe Grillo, non garantisce un c...o. E per “truffare” ci vuole stile. Questi i due insegnamenti che si possono trarre dallo scandalo grillino sui mancati versamenti al fondo delle piccole e medie imprese, oltre ad indicare l'evoluzione futura dei 5 Stelle.

 

Se candidi il netturbino senza arte né parte (con tutto il rispetto per i netturbini) e lo erigi a grande statista politico è molto probabile che farai figure di merda. E' la parabola dei grillini dopo 5 anni in Parlamento. Cosa hanno “truffato” quelli di loro che non hanno versato parte dello stipendio al fondo delle piccole e medie imprese?

La fiducia dei loro elettori, molti italiani che da anni non sanno più cosa votare. Mancherebbero circa 1 milione 400 mila euro dai versamenti volontari dei 5Stelle. Hanno agitato come clave i bonifici delle restituzioni per farsi belli contro i “politici ladri”, per poi annullarli emettendo comunicazioni false.

 

 

Il tutto fa anche più ridere perché il fondo delle piccole e medie imprese è sotto il controllo del Mise (ministero dello sviluppo economico), a guida di un ministro Pd, tra i loro principali avversari. E pensavano che nessuno li scoprisse, proprio come dei “ladri” di polli.

Infatti “truffare” con Banca Etruria, con le coop o con le tangenti sono sistemi sofisticati, da persone preparate.

 

 

Oggi la Casaleggio Associati (che gestisce un partito/movimento) o non è in grado di controllare quattro bonifici dei suoi parlamentari o non ha controllato oppure al contrario ha controllato e ha tollerato.

Se non ci fossero state Le Iene, quella categoria di giornalisti che Grillo e Casaleggio tanto disprezzano, a dar voce all'attivista deluso dal M5S, non si sarebbe scovato un bel niente.

In tutti i casi come si fa a pensare che dei “ladri” di polli e i loro mancati controllori possano trovare soluzioni all'endemica corruzione italiana, alle mafie, alla mancanza di libero mercato o all'evasione fiscale?

 

 

Il peccato originale del M5S, come spiegai in questa inchiesta del 2013 quando nessuno ancora conosceva il “sistema Casaleggio” e la loro “macchina politica”, sta nel modello messo in campo. Casaleggio senior, nella sua vecchia azienda, la Webegg, assumeva ragazzi giovani poco esperti ma pagati profumatamente e mandati allo sbaraglio a vendere servizi che ad un certo punto non riuscivano più a piazzare sul mercato. Finché le cose andavano bene si era tutti una grande famiglia e ognuno faceva a gara per ingraziarselo. Ma quando le cose sono andate male nessuno poteva fiatare. Nessuno aveva neanche il peso specifico per farlo. Vi ricorda qualcosa? Tutti dovevano stare allineati ai desiderata del capo perché chi si ribellava al declino inesorabile dell'azienda finiva isolato ed estromesso. Senza che nessuno la traghettasse da qualsiasi altra parte è finita con un buco da 15 milioni di euro in un anno ed era un piccola/media azienda.

 

 

Quello che sta accadendo oggi è un passaggio di fase fondamentale per capire il M5S, come lo fu anni fa per Webegg.

 

 

Chiedere il voto perché si è onesti è una presa per il culo. Nel 2013 il M5S non ha candidato persone che si sono distinte in una passata carriera per l'onestà. Non erano tanti Peppino Impastato, Falcone e Borsellino. Ma degli sconosciuti, molti senza arte né parte, altro che netturbini, portando in parlamento persone senza competenza politica che si sono fatte le ossa con i soldi della collettività e che “ti fanno” anche la morale: l'apoteosi della furbizia e la mancanza di meritocrazia insieme. Dovrebbero essere loro a pagare per andare in parlamento, per questa opportunità, e non il contrario, visto il livello di impreparazione. Il paradosso poi è che, a volte, come netturbini ci trovi i laureati che non sono abbastanza furbi per sgomitare e fare carriera ad ogni costo.

A niente servono le rassicurazioni di Luigi Di Maio con un “cacceremo le mele marce”. I furbi o presunti tali dello scandalo a 5 Stelle ormai sono nei listini in posizioni sicure, diventeranno deputati o senatori e non dovranno più rispondere a nessuno. Con il paradosso che nel mandato precedente le espulsioni arrivavano una volta eletti, invece ora un mese prima delle elezioni, col posto assicurato in Parlamento.

 

 

Come il Pd di Bersani-D'Alema e la Lega di Bossi sono implosi (dall'interno) così è possibile che accada anche al Movimento 5 Stelle. Il tema dell'onestà scatenerà un clima di terrore e la gara a chi è più retto con la caccia alle streghe ai furbi. Non è più così facile farsi votare e garantirsi una poltrona in Parlamento se il marchio viene infangato. Le strade ora sono due: o dal Movimento emerge un leader capace di traghettarlo verso qualcosa di più credibile e meno moralistico dell'onestà! onestà! o alla prima crisi elettorale di rilievo (che vuol dire meno denaro da gestire per far funzionare la “macchina grillina”) si andrà verso un declino simile a quello di Webegg.

 

 

Intanto andrebbe ricordato ai grillini che sono nostri dipendenti, come dicevano loro stessi tempo fa ai politici.

 

 

Che ne dite se da domani lavorate gratis perché come diceva Grillo “per fare politica non servono soldi” e vi paghiamo solo quando singolarmente avrete raggiunto qualche risultato? Senza nascondervi dietro al marchio!? Così altro che onestà! onestà!, il garante Grillo dovrà mettere in pista solo quelli capaci. Ricordate? No Martini No party! No risultati No money!

 

 

 

 

 

 

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